Noi del Bambino in 3D abbiamo deciso di destinare il ricavato delle vostre donazione alla ricerca specifica per il Glioma della Linea Mediana. Al momento, nel mondo, diversi team di ricerca si muovono e ogni giorno avanzano in nuove scoperte.
Noi abbiamo deciso di affidarci al team di ricerca dell'Ospedale del Bambino Gesù di Roma. In data 22/06/2026, ci siamo recati in sede a Roma per incontrare medici e ricercatori e parlare nel concreto di come è strutturato il progetto e delle modalità delle nostre donazioni. Il nostro compito è aggiornarvi in totale trasparenza su tutti i nostri passi e su come procederà la ricerca.
Su questa pagina, troverete informazioni in merito alla ricerca e su dove concretamente andranno a finire tutti i vostri contributi.
In data 22/06/2026 ci siamo recati a Roma per incontrare il team dell'Ospedale Bambino Gesù e consegnare il nostro primo assegno:
10.000 volte grazie!
La ricerca in 3D: nuove tecnologie contro i tumori cerebrali pediatrici
I gliomi pediatrici di alto grado, inclusi i gliomi diffusi della linea mediana, sono tra i tumori cerebrali più complessi e aggressivi che colpiscono i bambini. Curarli è una sfida enorme, soprattutto a causa di un "muro" naturale che protegge il cervello: la barriera ematoencefalica. Questa barriera fa un ottimo lavoro nel difendere il cervello dalle sostanze nocive, ma purtroppo blocca anche la maggior parte dei farmaci antitumorali, impedendo loro di raggiungere e distruggere le cellule malate.
Grazie al sostegno dell’associazione Bambino in 3D, il nostro progetto vuole abbattere questo muro e accelerare la ricerca verso cure più efficaci, utilizzando un filo conduttore rivoluzionario: l'approccio 3D.
La nostra ricerca si muoverà su due pilastri fondamentali:
1. Progettare farmaci "intelligenti" al computer (il 3D virtuale)
Per superare la barriera del cervello, i farmaci devono essere modificati in modo da "ingannare" le porte d'ingresso della barriera stessa. Utilizzeremo un approccio in silico con elaborazione al computer per studiare in 3D virtuale la struttura delle molecole e le loro interazioni. Questo ci permetterà di prevedere e simulare al computer come i farmaci si legano ai loro bersagli e come possono “aprire” la barriera e riuscire a passare per raggiungere il tumore. In questo modo, potremo potenziare l'efficacia dei farmaci prima ancora di testarli in laboratorio.
2. Ricostruire il tumore con la stampante 3D (il 3D biologico)
Studiare il tumore sulle classiche piastre di plastica da laboratorio non basta, perché non riflette la realtà del corpo umano. Per questo utilizzeremo una stampante 3D biologica per "stampare" e ricreare in laboratorio un vero e proprio modello tridimensionale del tumore, compresa la barriera che lo protegge. Questo tessuto artificiale sarà più simile a quello reale all'interno del cervello di un bambino, permettendoci di testare i nuovi farmaci in modo molto più preciso e rilevante.
L'impatto del vostro dono
Abbinare la biologia computazionale in 3D alla stampa 3D dei tessuti ci permetterà di fare un salto nel futuro della medicina personalizzata. Il supporto dell’Associazione Bambino in 3D non sostiene solo la ricerca di oggi, ma accende una speranza concreta per il domani.